Paideia

La paideia (in greco antico: παιδεία, paidéia) nel V secolo a.C. significava formazione e cura dei fanciulli e diventava sinonimo di cultura e di educazione mediante l'istruzione. Era il modello educativo in vigore nell'Atene classica e prevedeva che l'istruzione dei giovani si articolasse secondo due rami paralleli: la paideia fisica, comprendente la cura del corpo e il suo rafforzamento, e la paideia psichica, volta a garantire una socializzazione armonica dell'individuo nella polis, ossia all'interiorizzazione di quei valori universali che costituivano l’ethos del popolo. Lo spirito di cittadinanza e di appartenenza costituivano infatti un elemento fondamentale alla base dell'ordinamento politico-giuridico delle città greche. L'identità dell'individuo era pressoché inglobata da quell'insieme di norme e valori che costituivano l'identità del popolo stesso, tanto che, più che di processo educativo o di socializzazione, si potrebbe parlare di processo di uniformazione all’ethos politico.

L'elemento fisico dell'educazione dei giovani ateniesi si basava in una prima fase su un rigoroso addestramento ginnico, in base all'idea che un corpo sano favorisce un pensiero sano e viceversa; successivamente si aggiungeva quello bellico, essendo la guerra una fra le attività considerate più nobili e virili dell'uomo greco; per arrivare infine al completamento dell'istruzione rappresentato dalla formazione politica, vero centro della cittadinanza ateniese, e apice verso il quale era indirizzato l'intero processo educativo.

È proprio questa paideia psichica che interessava maggiormente a Platone, ed è infatti su questa che fonderà le basi del suo progetto di rinnovamento (ma al tempo stesso anche conservazione) dell'uomo greco.

Il modello della paideia venne ripreso dai Romani, e secondo vari studiosi ha influenzato in maniera determinante non solo il modo di pensare degli antichi greci, ma anche in genere dell'Occidente europeo.

« La forza educativa proveniente dal mondo greco ha caratterizzato l'Occidente a partire dai Romani; è poi più volte rinata con continue trasformazioni col sorgere di nuove culture, dapprima con il Cristianesimo, poi con l'umanesimo e il rinascimento. »

(Giovanni Reale)

Bibliografia

  • Michel Foucault, L'ermeneutica del soggetto, traduzione di Mauro Bertani, collana Campi del sapere, Feltrinelli, 2003, pp. 581, ISBN 88-07-10352-4.
  • Werner Jaeger, Paideia. La formazione dell'uomo greco, [1944], Introduzione di Giovanni Reale, Bompiani, Milano 2003
  • Michele Borrelli, Il tramonto della paideia in Occidente, Collana: Metodologia delle scienze sociali, Pellegrini, 2013, pp. 88, ISBN 978-88-6822-005-1. [1]

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